Mattina, sveglia del cellulare, ancora buio. Alzati. Zaino, ricorda: pezzi e orologio, vuoi farti due lampo fra una cosa e l’altra, sai che noia se no; un panino, auricolari. Indossa la maglia, caffè, abbottonala, lavati i denti, sistema il colletto, scendi di casa, via Alessi 44, partenza, hai scordato la scacchiera, arrabbiati.
Stazione di servizio, colazione, chiami i ragazzi; qualcuno sta andando bene, provi a caricarlo un po’, risate, serietà. Telefonate molto varie.
Si fa strada.

Queste sono le prime due ore del 15 aprile 2018, secondo giorno dei campionati regionali giovanili, per un nostro istruttore che a fine giornata sarebbe tornato felice, puzzolente e senza voce per quanto bella la giornata sarebbe stata.

Il campionato regionale giovanile, strutturato su tre giorni, 14 e 15 aprile, individuale, e 16 aprile, studentesco a squadre, si svolge per il 2018 a Calanovella Mare, resort collocato sul tratto di costa fra Piraino e Gioiosa Marea, il posto non è ne più bello ne più brutto di altri regionali.

Arriviamo, gli istruttori non li fanno entrare in sala, metto il broncio, io le partite dei miei ragazzi le voglio vedere; anche solo per rimproverarli dopo. Poco male, me le faccio raccontare e prendo il sole, penso.
Penso male, l’ansia è tanta e siamo, tutti gli istruttori, incollati alla porta aspettando che escano man mano i ragazzi. I ragazzi sono 41, si, siamo la società più rappresentata, ma siamo fuori dalla sala. I ragazzi, essendo 41, a finire tutti ci stanno un po’.

Che hai fatto?

Come fu?

Cu cu iucasti?

Altre frasi non riportabili, fra giubilo e sofferenza

Man mano che escono si alterna l’una e l’altra, sorriso e pianto. Anche per i ragazzi qualche sorriso e qualche pianto, ma meno.

La manifestazione va avanti, si suda, le gambe fanno male.
Stiamo finendo, saranno le sei, oppure le sette giù di lì, tra le sei e le sette.
L’ultimo turno è finito.
“Spareggio”
Chi ha detto spareggio?
U8 femminile, classifica avulsa, per chi non è pratico vuol dire che ci sono tre atleti, altlete in questo caso anche se piccoline, che hanno fatto gli stessi risultati e non c’è criterio buono perchè una arrivi davanti all’altra.
Nell’Under 8 di verde è vestita Giulia Gervasi, in testa per tutto il torneo, batte tutti ma perde l’ultima e deve fare uno spareggio, composto da un mini torneo all’italiana, tutti contro tutti, a 5 minuti secchi, con altre due bambine, va così così, chiude seconda. E’ il primo regionale, non è male per niente.
I ragazzi dell’ultimo turno continuano a uscire, la sala è un’emorragia di emozioni.
Non resisto mi imbuco in sala. L’arbitro mi vede. Mi butta fuori. Più volte.
Escono.
Roberto Zoncu. Primo assoluto nell’Under 10, lo prendo in braccio, sorrisone e commozione, sorride anche lui nella sua maglietta verde e lo consegno agli altri maestri, ovazione.
Mattia Zoncu, aveva giocato con Riccardo Campanella. Era piazzato bene a quarto turno, le aveva vinte tutte, perde le quinta, male, alla sesta becca Riccardo che stava rimontando e perde, solo uno poteva chiudere piazzandosi bene, la spunta Riccardo, e si piazza bene anche fuori dal podio, iella, giocando anche bene.
Leonardo Caiezza, pareggia, le aveva vinte tutte, avevamo già esultato, ha vinto con un turno d’anticipo l’Under 16. Questa frase basta per definire la grandezza della prova no?
Alice Romano, stessa cosa nell’under 14 femminile, però lei vince anche questa. Le vince tutte.
Amos Zerilli, vince, chiuderà terzo nell’Under 10, ne perde solo una, il torneo era una corsa a tre e bastava un errore. Alla fine non ci si può lamentare in ogni caso.
Escono Giulia Sillitti e Elena Cammalleri, chiuderanno seconda a terza dell’Under 10 femminile, mentre per Elena il risultato era atteso da Giulia abbiamo avuto un bella sorpresa, la ragazza sta ai primissimi tornei e il risultato ci inorgogliva parecchio.
Esce Federica Finocchiaro, seconda nell’Under 16, anche lei un risultato non male.
Esce Alessia Messina, seconda pure lei nell’Under 12, ne perde solo una ed è quella sbagliata.
Esce, alla fine, Federico Virga. Bastava il pari ad arrivare secondo nell’Under 12, prima che mi buttassero fuori sembrava sotto un cavalcavia, la posizione, con un po’ di fortuna e un avversario che collaborasse forse l’avrei potuta parecchia io. E invece ci riesce, bella prova anche lui.

Chiude anche l’Under 20, vince Varriale. Il risultato non era scontato e la categoria nostra è sempre stata e nostra è rimasta, anche se quest’anno abbiamo rischiato più degli altri anni. La conversazione con Luca non verrà riportata ma sappi, lettore, che abbiamo esultato parecchio.

Hanno finito tutti.
Puzzo di caffè e sudore, mi fanno male le gambe.
Siamo tutti molto contenti.
Forse piove.

Premiazione.
Migrano tutti i giocatori, tutti gli istruttori, tutti i genitori, tutti quelli che stanno là in zona come stormi verso l’anfiteatro del resort, costruzione in cemento attorno a un palchetto circondato da siepi e innaffiato di musica.

Controllo che tutti i nostri abbiamo la maglia, un ragazzo non l’ha. Vado dietro la siepe, mi tolgo la mia polo, mi copro come posso. Gliela do.

I ragazzi scendono man mano, siamo un nucleo bello grosso di persone, ci vedrebbero dalla Luna per corposo. Ogni ragazzo che scende su urla e si applaude anche se della discutibile musica da villaggio vacanze prova, senza successo per fortuna, a coprire la nostra gioia.
Si applaude forte, le mani fanno male, iperemesi.

Stiamo finendo, lettore resisti, il bello arriva ora.

Manca l’ultima cosa; perchè i risultati li conosciamo, per tenerli a mente ho consumato un’agenda sana.
Manca il premio di migliore società.
E’ un po’ una chimera, ogni anno c’è stato qualcuno pronto a fregarcelo, sembrava che lo vincessimo noi ma una regoletta, un premio, un risultato sbagliato ci condannava secondi.

Sai, lettore, quest’anno siamo tornati in città senza voce, e un motivo c’è.
Quest’anno al grido di “Palermo Palermo”, il nostro bandierone, il nostro maestro, il nostro Mimmo Valguernera ha sceso i gradoni dell’anfiteatro di cemento, è salito sul palchetto circondato dalle siepi dietro cui mi sono spogliato io, e si è fatto innaffiare dalla musica che sparavano e dalle nostre urla portano il coppone in sede.
Miglior Società ci sta scritto sulla base.
Miglior Società della Sicilia vale il sudore, vale la puzza di caffè, vale l’emicrania dopo i corsi, vale caricarsi le scacchiere nel borsone per andare nelle scuole, vale il caldo dei tornei in giro per la città, vale il dolore alle mani dopo le premiazioni e alle dita mentre lo racconti scrivendo al pc e il dolore alle corde vocali che dure tre giorni.